10.5.11

Questo è un post che meriterebbe una grande riflessione prima di essere scritto. Ci vorrebbe del tempo, ecco. E io il tempo, quando ce l'ho, lo dedico a cose che ritengo troppo importanti per essere delegate (anche se sto iniziando a cambiare, vi dirò..).

Pertanto accontentiamoci. Io e voi, i miei due lettori affezionati a cui voglio bene dal profondo del cuore.

Quello che butto giù di getto, senza troppe riflessioni indi è che..bhè col tempo, con i giorni, con il fatto che qui sono nati i miei due bimbi e qui sta crescendo la mia piccola famiglia di pazzi sgangherati, io a Milano inizio a volere davvero bene.
Inzio a capirla. Dopo anni in cui il mio pensiero volgeva sempre e solo al di là dell'Oceano..a New York, che resta sempre my home, sweet home (anche perchè fa sentire a casa chiunque secondo me), inizio a sentire che qui ho messo una piccola radice..
esile ancora, per carità..ma che sta scendendo in profondità ogni giorno di più. E giuro, sono io la prima a stupirmene.

La mia via è diventata casa. Il mio quartiere mi fa sentire sicura e le recenti amicizie con Massi e Katia i gelatai, con la Marta di Orangorilla, l'ormai usuale buongiorno al mattino con gente che abita nella stessa strada e di cui non so nulla..pensavo esistessero solo nelle città di provincia come quella da cui provengo. Invece no. Io qui mi sto facendo i vicini, i conoscenti e soprattutto gli amici. Vado al Parco e passo il tempo a chiacchierare con tutte le mamme che conosco e sono davvero tante. Mi fido del mio macellaio e adoro la colazione davanti all'Arco della Pace.

Sto diventando milanese e per la prima volta quando lo dico non associo a questa parola ballerine dorate e borsa Louis Vuitton. Bensì mi vengono in mente BikeMI, l'Anteo Spazio Cinema, Orticultura, Brera, la Triennale..si certo anche le scarpine Porselli e i negozi di Miu Miu...ma pure l'asilo di Tommaso pieno di gente, di accenti internazionali e di rumore, il delivery di PARCO Sushi, l'Esselunga che mi consegna a casa, le bimbe tedesche che vivono al piano di sotto, la mia aupair che mi racconta di quante amiche provenienti da tutto il mondo si sta facendo ogni giorno, il corso di italiano che il comune ha organizzato a 85Euro ogni tre mesi a cui l'ho iscritta e che sembra funzionare...

Milano, Milano sta diventando casa mia.
E io, se mi conoscete bene e se non mi conoscete bene ve lo dico, a casa mia ci tengo davvero tanto.
Per questo credo fermamente, profondamente, assolutamente, incommensurabilmente, totalmente, ..ente cazzo che sia arrivato il momento di liberarsi completamente, finalmente, definitivamente, ..ente e ripeto il cazzo, cazzo...di Letizia. Come si fa chiamare lei. Vota Letizia, trovo dappertutto.

No, siamo seri dai. Questa non ha fatto una beata mazza per tutto il mandato, intendiamoci. A lei di Milano, dei cittadini, dei bambini, dell'Expo, della cultura, del riciclo, dello smaltimento rifiuti, dei giovani, delle imprese, del mercato del lavoro non gliene frega nulla. Che va benissimo, ma non se vuoi fare il sindaco.

Oggi mi è arrivata a casa la letterina di Giuliano Pisapia. Due pagine sintetiche, pulite, semplici e ad effetto (almeno su di me..ma ammetto che Pisapia ha il mio voto in tasca dalla notte dei tempi, per cui poteva anche risparmiare su foglio e busta). Certo, niente in confronto al librone/portfolio della Moratti che ho intravisto a casa di amici e che, in quanto indirizzato a me, non ho neanche scartato e ho automaticamente infilato nella raccolta della carta. (Povero albero, immagino sperassi di essere destinato ad una fine ben più nobile giacchè ti stavano tagliando..mi scuso con te che non ne puoi nulla.)

Per favore, dicevo, ragioniamo ragazzi. Qui ne va del nostro futuro. A me di destra e sinistra in questo momento non me ne frega nulla. Ma dei miei figli, del mio lavoro, della mia città si.
Se Milano cambia è un segno per l'Italia. Milano è la prima piazza. E' la piazza.
Bisogna crederci e provarci. Porca zozza.