1.7.09

Afa

Il caldo mi fa male. Ormai si sa. Ho una certa difficolta’ a reagire agli stimoli. Divento lenta e pigra. Pigra e lenta. E poco a poco mi si sciolgono le cose intorno.
Alcuni punti fermi, pero’, restano tali anche a 35 gradi sotto il sole torrido di questo Giugno di citta’.
(I miei pilastri sono pali di cemento armato…che non li butta giu’ niente, nemmeno l’uragano di una vita…ed i miei specchi spero diventino presto finestre per guardare oltre e ben piu’ lontano).

Nel mezzo dell’afa di questi giorni, dicevo, mi capita spesso di trovarmi al posto sbagliato nel momento sbagliato. E subirne le conseguenze.
Discorsi sterili o semplicemente poco interessanti. Priorita’ che non sono piu’ le mie o forse non lo sono neanche mai state.
La circostanza delle conversazioni. Le conversazioni di circostanza. La danza dell’inconsistenza.

Io mi ritrovo a pensare al mal di schiena di sabato..mentre stavo china sulle piante di verdura per raccoglierne i frutti. Ai piedi scalzi sporchi di terra. Al sapore salato sulle mie labbra. Alle gambette nude di Tommaso mentre correva sul prato. Alle temute zanzare a cui io sento di voler bene dal piu’ profondo. Agli uccellini che sono nati in un nido fatto di straforo in un vaso. Al sapore delle serate estive che non ho il tempo di gustarmi come facevo una volta, ma che riesco ancora ad apprezzare nonostante tutto.

E mi dico che questo e’ quello che vorrei insegnare a chi mi sta vicino e ai miei figli.
Non che debba insegnare per forza qualcosa a qualcuno. Intendiamoci.
Pero’ se ci sono educazioni che dobbiamo dare, per forza di cose, allora ben vengano l’amore per la natura, per l’erba, per il prato, per la terra, per i suoi frutti, per l’acqua fredda del fiume, per gli odori forti. Di sudore, di fieno, di animali. Per le grandi distanze da colmare..con i propri piedi, con il cammino, con il sacrificio, con la costanza e la determinazione.
Non sono le innovazioni che vorrei trovare nella mia vita. Vorrei invece radici, tradizioni, legami saldi, porti sicuri.

A questo aggiungerei solo due cose di cui non potrei fare a meno: la passione e la curiosita’.
Passione per la musica, per il vino, per il cibo, per il mare, per gli altri, per la gente della mia vita, per l’aria fresca e il vento, per l’arte e per i libri. Per gli autori che hanno qualcosa da dirmi (o meglio, in cui io riesco a ritrovarmi). Curiosita’ per le strade nuove che hanno qualcosa da mostrarmi (o meglio, in cui io ho la capacita’ meravigliosa di vedere fino in fondo). Per le esperienze, per le terre lontane, per le terre vicine, per le persone diverse, per le persone uguali e che mi piacciono poco, ma che alla fine accetto quasi sempre nonostante tutto.

Per un attimo dimentico dove sono, dove vivo e dove sto andando. Negli occhi mi rimangono immagini di colori vivaci e sguardi lunghi.
Di un mondo che ancora non conosco, dove c’e’ la lentezza. Ed e’ un valore.

Non so bene quando, ma so che un giorno o l’altro passero’ da quelle parti.

E a tutto questo mi porta il caldo.

1 Comments:

Blogger frutteto said...

Oserei chiosare..."va dove ti portano i Palindromi"

11:14 PM  

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